lunedì 30 maggio 2016

La rivoluzione silenziosa


Quello che cerchi è molto semplice.
Così semplice da essere poco interessante, così umile da essere quasi invisibile. 
Eppure è una rivoluzione. 
Una rivoluzione silenziosa. 
In essa non c'è nulla di spirituale, nulla di mistico, di cosmico, di sovrannaturale. Sebbene possano accadere fenomeni di questo genere, non è di essi che ti devi occupare. 
La rivoluzione è gentile, spaziosa, permissiva. 
Essa abbraccia e include. 
Essa cura, rettifica, riscrive, senza che tu debba preoccuparti di nulla. 
La rivoluzione inizierà quando inizierai a guardare la tua vita e colui che la sta vivendo. 
E quest'atto del guardare ti porterà dentro la vita stessa e oltre la vita stessa. 
E vedrai te stesso, la vita e gli 'altri' da un nuovo punto di vista, l'unico dal quale valga davvero la pena  di guardare. 
A quel punto, quando avrai guardato, visto e sentito, qualsiasi cosa perderà importanza e tutto diverrà estremamente importante. 
Non cercherai più di evangelizzare, tacerai. 
Non cercherai più di convincere, saprai. 
Non dirai più, emanerai. 
A quel punto, nel silenzio, avrai compiuto la tua vera rivoluzione. 

giovedì 19 maggio 2016

Che il tuo guru ti deluda

La miglior cosa che possa accadere a un praticante assiduo e fervente di 'cose spirituali' è che il suo guru lo deluda. Quando vedrà, come è accaduto a me più volte, che chiunque si atteggi a 'divinità incarnata', 'maestro asceso' o 'condottiero dello spirito' mosso da chissà quali entità risvegliate, è in realtà un semplice umano con problemi e mancanze, soggetto ad errori come chiunque altro (a volte di più di chiunque altro), dopo una prima crisi sarà forse portato a vedere meglio e con più coscienza tutta la questione della spiritualità. Ritirando la proiezione di potere su un altro essere umano autoprocalamatosi maestro, forse si accorgerà che quel 'maestro' altro non era che un tentativo del suo stesso sè di insegnargli qualcosa. A quel punto forse si accorgerà che è tutta la sua vita a insegnargli costantemente, che è il suo sè a parlare con lui. Nessun testo sacro potrà farlo meglio. Nessuna persona reale potrà dargli una iniziazione migliore di quella offertagli dalla sua esperienza pratica. E forse alla fine si renderà conto di non aver davvero bisogno di nessun maestro se non quello che sorge da dentro, dal silenzio, dall'osservazione, dall'intensità di ogni momento della propria vita.

mercoledì 11 maggio 2016

Un atteggiamento yin

"Ogni tanto considera un atteggiamento yin come il più saggio da adottare..."

"in che senso?"

"Smetti di fare, smetti lottare, smetti di spiegare... soprattutto di spiegare..."

"cioè?"

"quando qualcuno non ti crede tu non giustificarti! Quando qualcuno si oppone tu non resistere e non difenderti. Perchè in primo luogo dovresti volerti difendere? Perchè parlare..."

"se non parlo come darò il mio contributo? Come parteciperò alla vita sociale, alle discussioni a ciò che il mondo mi chiede?"

"Facendo silenzio. Essendo il vuoto. In quel vuoto c'è tutta l'espressione e l'energia dell'essere, tutta la tua partecipazione con la vita. La vita non ha bisogno che tu faccia di più, ma che tu sia di più. Si parla tantissimo in questo momento, ma si dice veramente poco. Quando sei spinto a parlare, a dimostrare ,chi è che vuole farlo? Si fa presto a dire 'IO' ma quell'IO è un coacervo di programmi automatici dai quali non puoi essere libero. Avete bisogno di dire, di parlare, di dimostrare... è una dipendenza che non vi lascia mai liberi. E la chiamate discussione, dibattito, ma in realtà è solo la mente che vuole perdere tempo in giochi della mente, in cerchi dai quali non si può mai usicre. Nel silenzio invece trovereste molte risposte, fuori da quella chiacchiera continua.  E tu... quanto ancora vuoi parlare?"

"e si può essere senza fare? Si può comunicare senza parlare?"

"E' quello che stiamo cercando di insegnarti. Nell'assenza di movimento sei di più. Nello stare senza reagire sei di più. Nel non parlare puoi 'emanare' di più e a quel punto le persone si nutriranno di energia e non più di parole e le discussioni, i dibattiti cesseranno. Dopo che avrai raggiunto la calma e l'equanimità, nella disciplina che ti sei dato, tutta l'energia sparsa in mille pensieri e mille emozioni caotiche e centomila parole prive di energia, sarà raccolta in un unico punto focale, un'unica riserva semi-illimitata. A quel punto qualsiasi parola avrà impatto. Qualsiasi pensiero avrà peso. Ma non prima. Prima sarai solo un pupazzo nelle mani della mente. Dopo, dopo sì che arriverà l'intensità e comprenderai il senso del fare senza fare, di essere di più facendo molto di meno."