mercoledì 27 gennaio 2016

Parla con la tua voce

Dopo mille anni passati a studiare libri e ad ascoltare conferenze di 'altri' (uno dei travestimenti che hai usato per ricordarti ciò che  avevi dimenticato) avrai acquisito un linguaggio di 'altri', categorie di 'altri' e classificazioni che 'altri' hanno dato ai fenomeni energetici-psichici-spirituali. E cercherai di far succedere le cose che gli altri hanno raccontato e messo nella tua testa, senza averne esperienza poiché la tua esperienza delle cose-spirituali degli 'altri' potrebbe essere totalmente differente.
A un certo punto dovrai buttare a mare tutti i libri, le conferenze, le categorie mentali e le migliaia di parole che hanno cercato di descriverti una esperienza di qualcun altro e concentrarti sulla tua. E non potrai mai farlo se non cancelli dalla tua testa tutte quelle definizioni, quelle storie che altri hanno immagazzinato là dentro.  Gli altri hanno le loro idee e se sono stati fortunati o hanno lavorato bene, hanno avuto la loro 'esperienza'. Ma non potranno che indirizzarti sempre verso le loro idee, la loro descrizione di uno stato, al massimo potranno darti dei consigli su come ci sono arrivati (se sono onesti). Poi il resto dovrai farlo tu. Ci vuole coraggio a rendere la propria intera vita un ideale di crescita. La pratica a quel punto non sarà solo un'ora o due al giorno, la pratica sarà 24 ore al giorno. 24 ore al giorno nelle quali ti ricorderai che niente di quello che pensi è reale, e che puoi rilasciarlo, sacrificandolo. Se ogni gesto, ogni parola e ogni decisione sono messe a servizio dell'essere e della crescita non avrai molto da attendere prima che qualche 'esperienza' si faccia strada nella tua realtà 3d. Ma è più semplice a dirsi che a farsi. In cento milioni di modi sottili e suadenti l'ego tenderà a farti scordare chi sei e quali sono i tuoi propositi, qual è il tuo ideale. Oh, so benissimo che molti di quelli che leggono questo blog o seguono le conferenze credono che io esageri quando racconto le storie su come un misterioso fantasma psichico chiamato Ego possa sabotare la più nobile delle intenzioni e trasformarla in un incubo. So che molti di loro sono là fuori, pronti a giurare di avere sotto controllo la situazione... non è così? Ero anche io come loro fino a poco tempo fa. Certo quando hai raggiunto uno 'stato' di apparente calma, e di apparente potere e ti sei appoggiato su quel livello a riposare (come alcuni di voi mi testimoniano di aver fatto attraverso le pratiche) puoi momentaneamente credere di essere 'arrivato' da qualche parte e di aver conquistato la pace. Ma non è quasi mai così, ed ecco perchè poi bisogna intensificare gli sforzi, o trovare modi nuovi di mettere alla prova la centratura e la propria capacità di essere pace con tutto ciò che c'è anche se sembra impossibile (e a volte lo è davvero). Spesso non si tratta nemmeno di arrivare ad esserlo quanto ad avere la sincera disposizione ad esserlo.... Lester invitava a fare uno sforzo, per andare oltre lo sforzo ed arrivare ad uno stato senza sforzo, il che, per me è un perenne work in progress dove davvero non c'è modo di fermarsi o di pensare di essere arrivati da qualche parte. Quello che accade è che la realtà inizia a scivolare verso altre linee di vita, nel fare questo lavoro. Singole porzioni di dolore rilasciate permettono alla realtà di sistemarsi e ad altre sorprese più o meno belle di uscire fuori dal subconscio. E' un lavoro di scavo archeologico che porta a galla gli scheletri e l'immondizia nascosta in anni e anni. Ma ti devi mettere alla prova. Devi provare ad osservarti mentre esisti senza le definizioni degli altri, dei tuoi libri, dei tuoi guru, senza il supporto delle credenze, senza agganciarti a niente, senza l'approvazione e il conforto. Devi provare a essere davvero solo 24 ore su 24 per poter accedere a sezioni del tuo bagaglio che sono ermeticamente chiuse e messe in un angolo perchè socialmente inaccettabili. Devi sacrificare tutto quello che credi sulla realtà e attendere che qualcos'altro faccia la sua comparsa senza andarlo a cercare fuori e senza che qualcun altro tenti di mettercelo dentro. Così si produrrà la tua esperienza, di prima mano, e finalmente parlerai con la tua voce. Così forse la smetterai di citare i tuoi libri e guru preferiti e ti esprimerai con le parole che sorgono dal tuo sè superiore, e smetterai di fidarti di qualsiasi cosa ti raccontino perchè avrai la tua conoscenza, le tue esperienze dirette.

giovedì 14 gennaio 2016

Ogni pensiero è una limitazione

C'è un punto nel quale la ricerca si ferma, un momento nel quale crediamo di aver capito\trovato la verità. C'è un livello di pace e imperturbabilità che Lester chiamava lo strato ananda, quello della beatitudine, che può farci credere di essere arrivati da qualche parte. E' una trappola. La più grande trappola che l'ego ci tende è quella di farci credere di averlo trasceso, quando invece siamo ancora incastrati nella sua eterna impresa messa in atto nel tentativo di perpetrarsi. E' uno stato che va rilasciato. In certi momenti possiamo credere di essere in contatto con esseri soprannaturali, con Dio, col Cristo, con la madre terra, con le forze della natura, potremmo addirittura vedere fenomeni paranormali attorno a noi manifestarsi a testimonianza dell'alto livello da noi raggiunto. Sono tutti stati che vanno lasciati andare, illusioni della mente, meccanismi molto fini disegnati per farci restare nella persistenza dell'illusione. E infine la ricerca ci porterà ad essere convinti di alcune leggi, princìpi spirituali eterni e immutabili, rafforzerà in noi l'idea di essere  illuminati, risvegliati, di avere qualche capacità superiore, qualche potere occulto. Ci farà credere di dover aprire scuole, tenere gruppi, parlare in pubblico. Sono stati che vanno lasciati andare. L'energia spirituale accumulata con la pratica porterà fuori ogni angolo buio ed ogni deviazione presente nell'inconscio per farcela vedere a volte in maniere assolutamente spettacolari e potremmo voler identificarci con ciascuna di queste. Ci farà credere di essere leader, guru, terapeuti olistici, guaritori, artisti illuminati... ma ciascuna di queste 'sembianze' dovrà essere abbandonata per non bloccare il flusso di crescita. Ogni volta che crederemo in una delle nostre storie mentali la realtà si solidificherà in quella direzione, dandoci a volte un senso di sicurezza, ma, quella, sarà puntualmente la fine della crescita. E possiamo fermarci per un po' certo, possiamo restare a guardare un panorama crearsi davanti ai nostri occhi secondo i dettami della nostra storia. Ma prima o poi anche questo panorama andrà rilasciato. E prima o poi ci sarà drammaticamente chiaro che ogni pensiero tenuto in mente è, a conti fatti, una limitazione.


giovedì 7 gennaio 2016

Il lato oscuro

Finito il tormentone invernale di Star Wars, ci resta qualcosa che aveva la sua genialità e ispirazione nei primi tre film e probabilmente il successo della saga è dovuto più che a una effettiva qualità dei singoli episodi, al messaggio veicolato a livello subconscio da alcune tematiche su cui si insiste nelle prime due trilogie. Una di queste è la teoria del lato oscuro, che per me è ben lungi dall'essere solo una trovata interessante di sceneggiatura, essendo piuttosto la quintessenza del lavoro interiore. Capiamoci. Niente di quello che viene raccontato nei primi episodi di Star Wars è stato pensato per essere un insegnamento spirituale, non credo che Lucas avesse un qualche intento didattico e non credo che Star Wars sia un film iniziatico. Ma nella mia vita mi sono ritrovato a notare infinite volte dei segnali che avevano a che fare con la mia pratica che ho difficilmente potuto ignorare. Ma cos'è per me il lato oscuro? Semplice. Tutte le storie che l'ego racconta a proposito del fare o non fare qualcosa, sul perchè sia giusto o sbagliato agire o non agire in una data direzione. C'è chi ancora dubita della validità del parlare di questa cosa chiamata ego e chi ancora si irrigidisce quando impiego tutta la mia attenzione cercando di sviscerarne tutte le pieghe, come se fosse il racconto di un nostalgico agganciato ad ere passate. Eppure per me rimane il centro di tutto il discorso. Il lato oscuro rappresenta la perdita del punto di riferimento 'olistico' o 'sistemico', rappresenta quel restringimento della coscienza che mi porta a vedere le mie azioni e pensieri come esenti da conseguenze su un 'sistema' interconnesso. Il lato oscuro è l'egoismo molto spesso camuffato da principio esoterico o spirituale, perchè l'ego può fare anche questo, farci credere che siamo arrivati chissà dove e a chissà quali vette di potere. Il lato oscuro è la polarizzazione, nella quale tutti i nostri pensieri si schierano dalla parte della vittima o del carnefice, dove non c'è spazio per le sfumature, dove non c'è redenzione se non attraverso la manipolazione, lo sfruttamento degli altri e solo un Sith vive di assoluti. Il lato oscuro sorge laddove invece di 'sentire' la vita, la 'pensiamo' raccontandoci storie alle quali finiamo sempre per credere, perchè noi crediamo di essere esattamente quelle storie. Soprattutto il lato oscuro è l'atteggiamento che sgorga in noi ogni qual volta decidiamo di perseguire solo ed esclusivamente il bello, il comodo, il positivo, lo yang senza vedere che nel dolore e nelle emozioni cosiddette 'negative' c'è una medicina che può farci crescere. E' quel modo di essere che cerca la soddisfazione immediata e la stimolazione continua. Ed è costantemente in agguato. Ecco perchè nei discorsi di Yoda lungo i primi episodi si intrasente qualcosa che è a conti fatti un messaggio dello spirito per noi. La vita non è solo avventura, viaggi, divertimento e ricerca della soddisfazione personale. Ciò che facciamo, pensiamo, energizziamo con le pratiche, ha effetto su noi e su chi ci sta intorno ed ha effetti che possiamo capire al 10%, ecco perchè il miglior atteggiamento che posso suggerire a un mago errante oggi è di coltivare l'arte del sentire piuttosto che quella del pensare. Il pensare suggerirà cose che il sentire  non troverà valide e lo farà sempre secondo schemi registrati nella mente subconscia come 'ego'. Ecco perchè dopo aver fatto un po' di esperimenti con la legge di attrazione il mio consiglio rimane quello di vivere per fede, perchè questa fede (la forza) agisce come un campo unificato nell'interesse di tutti i coinvolti e non solo del nostro. E' chiaro che è difficile. E' chiaro che l'ego si opporrà. E' chiaro che la difficoltà di questo approccio è direttamente proporzionale alla grandezza del cambiamento che andremo a fare, e finchè non saremo dall'altra parte, il lato oscuro ci sembrerà sempre più semplice e seducente.

venerdì 1 gennaio 2016

Niente cambia davvero

Ogni anno ti proponi un cambiamento e ogni anno giuri a te stesso che sarà la volta buona. Ogni anno tiri giù un progetto e provi a dire che tutto andrà per il verso giusto questa volta, ed è così per tutto, dal fisico al lavoro, passando per le relazioni. Dici che smetterai di fumare, di mangiare troppo, di infilarti in rapporti sbagliati, e per un po' ci credi pure, per un po' sembra funzionare. Tiri la cinghia, fai finta di niente e vai avanti... per un po'. Il fatto è che poi, senza sapere perché ti ritrovi nei vecchi schemi, nelle vecchie storie e nei casini della vita precedente, dell'anno precedente. Niente cambia davvero, sembrerebbe. E se pensi questo sbagli di grosso. Quello che non vedi è che la firma energetica che addensa realtà disfunzionali, la tua sfocatura, è ciò che non è cambiato. E se questa non cambia la realtà continuerà a presentartene il riassunto, sempre. Da adesso in poi invece di cercare di evitare il tuo corpo emotivo e tutte le sue pieghe dolorose, proponiti di essere pace con te stesso e con le tue emozioni, proponiti di attraversare il dolore, senza volerlo cambiare, senza volere un risultato differente. Proponiti di guardare dentro a tutti i tuoi 'errori' e capire che quello che credi essere un te-che-sbaglia, non è altro che memoria subconscia acquisita chissà dove e chissà quando, che proietta un film già visto, un film che ti vede innocente. Tu non sei quelle memorie. La tua innocenza giace al di là della tua identificazione con quello che ti accade, e inizia quando inizi a distaccartene e a fare una cosa molto semplice. Ti perdoni. A quel punto la sfocatura può continuare ad agire per un po' ma avrai imparato ad amarla e a occuparti delle tue ferite in maniera sensata, avrai finalmente imboccato la vera strada per un cambiamento duraturo quindi, poco a poco essa svanirà. Ama il tuo dolore e passaci attraverso. Questi sono i semi della vera trasformazione, di un vero cambiamento radicale. L'amore guarisce ogni problema.

Buon anno.
A.