martedì 17 novembre 2015

Del dare e dell'armonizzarsi

L'abbondanza segue il dare, e il darsi. Nella mia vita, tutte le altre teorie sull'abbondanza, sulla chiarezza di intenti, sul visualizzare, sull'essere positivi, sul fare piani, sottopiani ed avere obiettivi, hanno dimostrato la loro fallacia e inaffidabilità, ma non questa. L'atto del donare senza attaccamenti è stata per me la fonte degli insegnamenti più profondi e delle realizzazioni più grandi. Ho iniziato a capire molte lezioni del Corso in Miracoli quando ho iniziato a dare e a darmi incondizionatamente anche e soprattutto laddove non c'era un guadagno economico, anche se era il mio lavoro che andavo a donare. Capivo a poco a poco quel che il Corso affermava, che la tua salvezza è in tuo fratello, e che non puoi ricevere l'aiuto dallo spirito rimanendo seduto in poltrona a fissare il vuoto. Lo spirito si esprime attraverso ciascuno dei tuoi fratelli perché in realtà 'c'è solo una figliolanza'. Quindi quello che dai a 'loro' lo stai dando a 'te stesso' e ad un certo punto potrà capitarti di non avere più tanto chiara questa nozione di separazione, questa divisione fra l'interno e l'esterno. Mi è capitato spesso di ricevere nell'esatta misura in cui avevo donato o addirittura molto di più. Mi è capitato di vedere triplicate le mie risorse quando avevo poco meno che quanto bastava a tirare avanti solo per aver fatto atti di generosità a casaccio. Dare è ricevere. Poco importa all'inizio se dai proprio con l'intenzione di ricevere, e se non sei genuinamente generoso poiché non è possibile esserlo davvero finché c'è la  paura di perdere qualcosa, finché c'è attaccamento... la  vera generosità arriva quando termina la credenza nella scarsità, quando cioè ti accorgi che in effetti questo flusso è una costante che vibra alla base di tutta la creazione e che è impossibile uscirne. La credenza nella scarsità termina quando smetti di credere a quella tremenda legge del karma che ti fa pensare che tutto sia granitico, predeterminato e immutabile.. tanto è karma. Nel dare, nel distaccarti dall'ansia del possesso, nell'entrare nella fluidità dell'esistenza nel mondo materiale scopri che, in effetti, è proprio questa tua identificazione con ciò che 'HAI' che ti tiene legato a quasi tutti i tuoi problemi, a quasi tutte le tue fobie. E' il fatto che ti descrivi attraverso i soldi che hai, lo stipendio che riceverai, gli immobili che possiedi, lo status, che ti lega maggiormente a quella serie di reazioni condizionate che chiami Ego e di cui ti vorresti tanto liberare. L'abbondanza arriva quando finisce la paura di perdere, ivi compresa la perdita dell'identità personale con tutta l'importanza ad essa legata. E non importa se non hai denaro o beni materiali: quando non hai denaro o beni prova a dare ascolto, attenzione, cura. Dai supporto. Nel dare poi c'è insito un altro miracolo. A un certo punto ti diverrà chiarissimo che i tuoi problemi e i problemi degli altri sono connessi da un sottile e indissolubile filamento e che nella maggior parte dei casi attraverso l'altro stai curando proprio quella parte sofferente di te stesso.. a quel punto comincerai ad armonizzarti con chiunque ti si pari davanti. Smetterai di sbuffare e lamentarti del prossimo e magari lo amerai esattamente nella misura in cui riuscirai ad amare te stesso e le tue parti oscure.

mercoledì 11 novembre 2015

La nostra reale esistenza (Joel Goldsmith)


La nostra reale esistenza è Spirito, e solo nella misura in cui percepiamo la nostra reale esistenza come Spirito abbandoniamo il falso senso della vita come materiale. Poi potremo vedere la vita strutturale dell'uomo, dell'animale e della pianta come nient'altro che una proiezione della vera esistenza. Quando arriviamo a questo stato di coscienza, iniziamo a ricevere scintille dell'eterna essenza spirituale, non toccata da condizioni materiali o da pensieri mortali.
Quando pensiamo a noi stessi dimentichiamoci della nostra cosiddetta umanità, delle nostre qualità umane e proviamo a capire quello che rappresentiamo come coscienza.

Coscienza, vita, spirito, non possono mai fallire. Il nostro compito è di rilassarci e lasciare che la nostra anima si esprima.

C'è una guerra costante tra la carne e lo spirito e questo continuerà fintanto che tratteniamo qualunque misura di identificazione col corpo. Notate quanto spesso provate ad applicare qualche verità metafisica ad un problema umano e scoprirete la ragione del conflitto dentro di voi. Il nostro obiettivo è l'ottenimento di una armonia spirituale piuttosto che una continuazione di un senso materiale dell'esistenza con più comodità e agio.

E' solo con la pratica spirituale e lo studio che alla fine diventiamo consapevoli di un conflitto interno. Ci godiamo momenti di picco e poi sprofondiamo nelle valli dell'incertezza; otteniamo vittorie e poi facciamo esperienza del fallimento; alterniamo tra apparenti bene e male, successi e fallimenti, spiritualità e mortalità. Questo è il conflitto interiore che diviene evidente come la lotta tra la carne e lo spirito. Questo finirà soltanto quando abbandoneremo il senso di identificazione con un corpo mortale e otterremo la coscienza dell'esistenza spirituale.

Un giorno qualcosa accade interiormente. La coscienza si espande e vede ciò che prima era invisibile. Si avverte un flusso di calore; una presenza mai conosciuta prima che diviene davvero tangibile, davvero reale. Di solito questa è una esperienza fugace tanto che qualcuno potrebbe non essere addirittura certo che sia accaduta. Indugia nella memoria ma più come un sogno che come una attualità, finchè non accade ancora, e questa volta più chiaramente, più definitamente e forse più a lungo.

Gradualmente sorge nella coscienza la realizzazione di una presenza che era già presente, che può essere avvertita come strisciante sullo sfondo della coscienza. Le persone o i poteri che finora erano stati temuti ora scompaiono dalla vista, dalla propria esperienza di vita, oppure sono percepiti come senza potere. I desideri divengono meno acuti. Le paure evaporano.

A questo punto la presenza interiore è divenuta simile a un potere. Da una presenza occasionale è diventata consapevolezza costante. Le forze del dolore e del piacere insite nelle esperienze diminuiscono, laddove si diventa consci di un potere interiore che produce e governa le circostanze della vita esteriore armoniosamente e fruttuosamente. Non c'è più paura dei mali del mondo esterno né l'attaccamento intenso ai piaceri del mondo.

C'è una costante gioia interiore che non ha bisogno di nessuno stimolo esterno.
Nel trovare la sua vita interiore l'uomo trova pace, gioia, armonia, sicurezza. Anche in mezzo a un mondo che cade a pezzi egli si erge, saldo, intoccabile,  vera e propria manifestazione dell'essere immortale.

C'è un andare e venire senza un senso di spazio o tempo, un crescere senza gradualità, una realizzazione senza oggetto.

In questa coscienza il senso di finitezza scompare e la visione è senza limiti, la vita è vista e compresa come liberata dalle sue catene e come una bellezza senza limiti.

In questa luce vediamo senza gli occhi, sentiamo senza orecchie, capiamo cose che prima non potevamo capire. Qui non ci sono premi né punizioni. C'è solo Armonia.


(Brano tratto da The Infinite Way, di Joel Goldsmith)

domenica 8 novembre 2015

Energia, livelli, intensità

Alle volte un mago errante ha uno sbalzo nel livello di energia. Quando il livello cresce costantemente verso l'alto, in virtù di un lavoro di pulizia, la crescita quasi non si nota. Si sta un po' meglio, si vive un po' più intensamente, si ha un po' più di energia. Ma a volte avviene un vero e proprio passaggio al di là di un velo di resistenza invisibile, si viene come sparati in avanti a velocità luce e si inizia un'altra vita, ad un nuovo livello nel quale tutto sembra aumentare di potenza. Si è lasciato andare molto il 'vecchio' dentro e fuori di sé stessi, ci si è preparati alla pace, all'equanimità, ci si è resi disponibili a fare qualsiasi cosa l'essere ci chieda. Come accade questo passaggio? Si può preparare la mente e il terreno esistenziale affinché avvenga, ma quando e come possa avvenire non ci è davvero dato di sapere. Resta il fatto che ad un tratto, se il mago errante persiste nella pazienza, nella centratura e nella fede, arriva un momento in cui tutto quello che fa diviene efficace e potente. Soprattutto diviene amplificato. Laddove i suoi pensieri potenti avevano effetto nel raggio di pochi metri, dopo il 'passaggio' il potere raggiungerà luoghi, persone e situazioni a centinaia di chilometri di distanza. Laddove il suo flusso lo portava a lavorare con qualche decina di persone dopo il passaggio avrà a che fare con molte centinaia di persone e con un ricambio continuo di volti e di vite. Questo è il risultato di un passaggio di livello e di stato. Questo è un aumento di intensità. Ora, c'è un piccolo problema per chi arriva a questo punto... l'ego comincerà a scalpitare. L'energia del cosiddetto 'successo' o dell'agganciamento profondo del proprio talento porta con sé ricompense ma anche pericoli maggiori. Il solletico che l'ego ti fa quando sei pienamente nel flusso e quando sei a un livello di energia maggiore è ancora più insistente, e il tentativo di farti identificare con ciò che 'fai' è enorme. Un mago errante in questo stadio è una persona che deve fare affidamento sulla centratura più che chiunque altro. E' un mago errante che rischia di precipitare nel gioco dell'importanza e dell'identificazione, è qualcuno che può iniziare davvero a credere di essere stato lui a fare ciò che ha fatto. Ma non è così. Ogni realizzazione appartiene all'essere, mentre ogni tentativo di appropriazione è sempre l'ego a volerla, e l'atteggiamento più utile, quello che non rischia di sbattervi fuori dal flusso, è quello che Lester Levenson consigliava: "BE NOT THE DOER" (non siate colui che fa..). A questo livello però il mago non dovrebbe nemmeno cadere nel deprezzare ciò che compie. Una mia amica mi ha giustamente detto che un conto è dare importanza al proprio operato, e un conto è dargli valore. Se il primo atteggiamento infatti è tipico dell'ego e della sfocatura inconscia in azione, il secondo è il modo in cui il mago diviene un puro e semplice canale dell'energia dell'essere.

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domenica 1 novembre 2015

Attenzione! Epidemia...

All'erta maghi erranti! Si sta diffondendo nuovamente uno strano virus, del quale avevo perso le tracce mesi fa e che sembra essere direttamente collegato al seguire un percorso spirituale, un guru vecchio o nuovo, o qualche altra menata del genere. Il virus è particolarmente aggressivo in quelli che decidono di mettersi a insegnare queste cose strane. I sintomi:

- Ipertrofia dell'ego, con deliri mistici e tendenza all'onnipotenza più o meno legata a questa e alle altre dimensioni;
- Tendenza a screditare tutto quello che non è incluso nel proprio percorso di riferimento;
- Intolleranza marcata verso i 'poveri' esseri umani che non fanno ancora un percorso o non si interessano del metodo di lavoro scelto dai presunti illluminandi;
- Tendenza al post compulsivo su qualsiasi social media, relativamente al proprio beniamino o al proprio guru di riferimento;
- Tendenza a parlare e usare toni e termini nel rispetto del brand del proprio guru di riferimento così da farne un tratto distinguibile;
- Tendenza a voler giudicare il livello evolutivo di qualcun altro con tanto di sottolineature riguardo ad atteggiamenti 'sbagliati' che evidenzierebbero la presunta mancanza di consapevolezza di altri esseri umani;
- Tendenza a competere per chi ha meno ego (io ce l'ho più piccolo del tuo....mh);
- Tendenza a mostrarsi sempre elevati, illuminati, saggi, eterei e diafani;
- Tendenza a parlare di cose che non si conoscono direttamente ma solo per sentito dire (reincarnazione, livelli dei corpi sottili, anima, spirito, maestri ascesi etc.) facendone un modello del mondo piuttosto che semplici teorie;
- Antipatica tendenza al consiglio, alla critica costruttiva, alla 'valutazione energetica' di qualsiasi fenomeno gli passi sotto gli occhi.

Questi e molti altri i pericolosissimi sintomi di ipertrofia dell'ego, per i quali si suggerisce qui di seguito qualche efficace rimedio:

- darsi meno importanza;
- smettere di difendere le proprie opinioni;
- smettere di giudicare l'operato del prossimo, del 'mondo' e della società e smettere di credere di poter valutare il livello evolutivo di qualcuno (che non è MAI possibile);
- ricordarsi che all'esterno si vede solo ciò che si ha dentro e che nel giudicare gli altri si sta in realtà giudicando se stessi;
- smettere di imporre il proprio cammino al mondo spacciandolo come l'unico possibile;
- smettere di credere che chi non fa il proprio percorso non sia 'spirituale';
- ricordarsi che i modelli della realtà sono TUTTI fallibili e imperfetti, anche quello del proprio guru e che TUTTO è una teoria sulla realtà;
- ricordarsi di tenere la bocca chiusa (e risparmiare energia);
- amare il prossimo proprio come se stessi (senza dirgli poi quello che dovrebbe fare per elevarsi).

Questi i rimedi più veloci e immediati. Se vi ritrovate affetti da uno o più di questi sintomi il consiglio è anche quello di una astensione immediata e duratura da qualsivoglia testo spiritual-metafisico mistico, di una disinfestazione da esercizi e pratiche di qualunque tipo e dell'adozione di una o più delle seguenti pratiche:

- divertitevi di più;
- fate sesso;
- mangiate cibo che vi piace e godetevelo;
- ubriacatevi;
- sentitevi un bel disco;
- leggetevi un bel libro o un bel fumetto;
- assaporate di più la realtà e meno la spiritualità.

Detto questo vi lascio, che non mi sento tanto bene....