giovedì 30 luglio 2015

Di iniziazioni, maghi erranti e dell'abitudine a dire IO

Siamo in molti ad essere andati da qualcuno che credevamo ne sapesse più di noi sui temi della spiritualità, dell'esoterismo e in generale della ricerca interiore. Prima ancora che incominciassimo a studiare libri, a seguire seminari e a riempirci di pratiche eravamo mossi da domande che non avevano risposta, domande urgenti, necessarie. Poi sfortunatamente abbiamo trovato un guru, un maestro o un libro che rispondeva alle nostre domande, così ci pareva almeno, e ci siamo dati delle risposte, credendo di aver 'capito'. E così abbiamo bloccato tutto, sposando la realtà di un altro e rinunciando alla ricerca. Sebbene ci siamo definiti ricercatori spirituali in realtà non stavamo cercando più niente e ci siamo fermati ogni volta che abbiamo adottato le parole e i concetti di qualcun altro. Certo questi erano utili puntatori verso una ipotetica via di crescita, ma invece di mettere alla prova, vedere cosa funzionasse e cosa no e avere a cuore l'idea di sperimentare una realtà nuova, più ampia, abbiamo abdicato in favore della sudditanza al guru, al maestro e insegnante, al suo lessico, alle sue lezioni. Siamo diventati discepoli, ciechi seguaci. E abbiamo parlato, parlato, parlato.. abbiamo disquisito per difendere le nostre nuove certezze e nel parlare eravamo sempre più lontani dall'esperienza di ciò che stavamo cercando, con sempre meno domande. Sebbene per largo tempo possiamo aver nutrito la pia illusione che prima o poi il guru ci avrebbe portato a qualche risultato o ci avrebbe offerto una qualche iniziazione, molto più spesso di quanto siamo disposti a credere abbiamo sentito una voce che ci diceva che questo non sarebbe mai accaduto, e che, anzi, il nostro orizzonte si restringeva sempre di più nella misura in cui ci dichiaravamo seguaci e discepoli. E quella voce abbiamo cercato di ignorarla. Ma l'iniziazione è un'altra cosa. L'iniziazione parte dal presupposto ben preciso che tu prima o poi rinunci a ogni appartenenza e a ogni maestro e inizi a farti più domande di quelle che ti sei fatto finora. Parte dal fatto che per te la domanda è più importante delle risposte che i vari esperti cercano di darti, più importante dell'etichetta che un percorso spirituale quale che sia sembra darti, e dietro la quale ti senti al sicuro. L'iniziazione comincia dove finiscono le certezze, soprattutto quelle edulcorate e premasticate offerte da sedicenti maestri. Un mago errante non può accontentarsi del modello del mondo offerto da qualcuno se non per il tempo sufficiente a sperimentare ciò che questo 'altro' ha da insegnare, pur sapendo che tutto ciò che si insegna è temporaneo, e quindi destinato a cambiare. Dopo di che il mago errante deve fare da solo. Soprattutto un mago errante inizia ad essere quando impara ad ascoltare la sua grandezza, le sue vocazioni, anche se timide e quando inizia a cercare una esperienza diretta, qualcosa di tangibile nella realtà. Se la vita non cambia nonostante anni di lavoro interiore, se non migliora, se non c'è crescita e cambiamento, allora il percorso non ci sta portando da nessuna parte, non sta dando frutti. Soprattutto un mago errante comincia a capire che larga parte delle sue appartenenze e tutti i suoi schierarsi pro o contro un maestro o un insegnante di qualche tipo non fanno che alimentare l'identificazione col proprio IO. IO sono un seguace del tale guru, IO parlo con le parole del tal insegnante, IO ho letto tutti i suoi libri e conosco a menadito il suo messaggio, eppure IO non riesco a produrre nessun pensiero autonomo e non ho avuto alcuna esperienza nemmeno lontanamente simile a quelle del mio guru. Il mio IO è cresciuto invece di decrescere come ci si era proposti all'inizio del cammino. E questo è capitato solo perché non ho avuto il coraggio di lasciar andare la dipendenza dal mio maestro che per me è diventato l'ancora, il mito, la rockstar. Non ho avuto il coraggio di ascoltare la mia voce e di percorrere il mio sentiero fidandomi di me stesso anche quando sentivo di dover andare contro il suo messaggio quando non ero d'accordo, ho smesso di farmi domande e quindi di crescere. E' così che ho perso la mia iniziazione. L'ho persa perché invece di essere grande ero le parole di qualcun altro. L'ho persa perché invece di essere grande ho continuato per tutta la vita a dire IO, quando invece avrei potuto ascoltare qualcos'altro che mi parlava chiaramente, da sempre, da oltre i limiti di quell'IO.
 

mercoledì 8 luglio 2015

Un nuovo inizio

Quando ho iniziato a scrivere, parecchi anni or sono, tifavo per un certo tipo di 'spiritualità' che voleva convincerci che potevamo fare tutto, che bastava crederci, visualizzare, agire come se e tutto sarebbe andato bene. Ero il portavoce di una schiera di convinti sostenitori delle richieste al cosmo, della materializzazione a tutto spiano, della coscienza che crea la realtà, e così via. Molti di quei libri e personaggi (alcuni dei quali ancora in scena adesso) ci avevano convinto che un alto livello di spiritualità e integrazione con il proprio sé superiore corrispondesse a un altissimo livello di ricchezza, salute e vita piacevole e quindi, tecnicamente, chi non godeva di queste condizioni aveva una vita 'poco' allineata spiritualmente.  Poi negli anni ho dovuto aprire gli occhi su molti più fatti di quelli che, accecato dalle promesse di onnipotenza, ero prima disposto a vedere. Ho visto molti di questi venditori di illusioni ammalarsi, morire o perdere la testa pur con tutta la loro spiritualità. Ho visto coloro che cercavano di seguire i loro insegnamenti, perdersi in anni e anni di visualizzazioni ed estenuanti esercizi senza successo, ho visto persone di ogni età ed estrazione cercare di fuggire la realtà verso terre promesse di abbondanza, salute, elevazione spirituale che non sono mai arrivate. E mi sono reso conto che in tutto ciò che era 'spiritualità', che ormai era a conti fatti un businness, c'era un profondo disagio, un grave disadattamento al mondo che cercava di compensarsi in un tentativo di sentirsi speciali e benedetti. Eppure qualcosa di molto valido c'è in tutto quello che questi ultimi trent'anni hanno prodotto. Non tutta la new age è fuffa. Non tutte le chiacchiere sulla legge di attrazione sono sogni ad occhi aperti per consolare qualcuno. In questi ultimi anni, dopo numerosi esperimenti, mi sono convinto che esiste davvero una cosiddetta 'COSCIENZA' che detiene una sua precisa funzione e un potere sulla realtà. Esiste davvero una nostra capacità di 'pilotare' gli eventi della nostra vita e dirigerli verso situazioni infinitamente migliori. Eppure ho deciso che non è questo il fine del percorso che io voglio seguire. Molte delle persone che ho incontrato sono ancora convinte che materializzando quel qualcosa nella loro vita avranno la tanto agognata felicità, o che aprendo il terzo occhio potranno finalmente essere utili al prossimo. Moltissimi di coloro che ho conosciuto credono ancora di poter essere felici attraverso degli ottenimenti 'esterni'. Io credo che questa sia una pia illusione. Anche io avevo questa convinzione e per anni mi sono messo a trafficare con vari tipi di pratiche, alcune delle quali davvero potenti, e alla fine molte delle cose che ho chiesto mi sono arrivate, letteralmente. Ma ciò non mi ha reso più felice, più pieno, più realizzato o appagato. Ho iniziato a sentirmi felice invece, quando ho guardato ciò che c'era, con estrema intensità. Sono stato felice quando ho smesso di controllare la mia vita e di agire nel 'sogno' come uno che poteva controllare il 'sogno'. Ho cercato di iniziare a trascendere il 'sogno' chiamato realtà accettandolo così com'è, e le volte in cui questo ha funzionato ho provato una profonda pace e un profondo senso di appagamento anche quando le cose non erano come le desideravo, anche quando erano davvero difficili. Ho imparato che c'è qualcosa dietro ai fenomeni della realtà, una presenza, una consapevolezza più vasta e più profonda, che è il vero scopo della mia ricerca, e che tutti i corollari del suo funzionare (legge di attrazione, proiezione, azione e reazione ecc...) non sono che utili esercizi allo scopo di andare oltre e raggiungere questa realtà ultima. Ho visto che più mi sposto in quella dimensione più la mia vita tende automaticamente a riequilibrarsi. Questa dimensione io la chiamo l'essere. Altri la chiamano presenza, consapevolezza pura, il Sé, l'atman. Questo è ciò che vale la pena di cercare ora.